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DS: Dea e Divina

Picture of 1969 Citroen DS, exterior
Presentata  al salone di Parigi del 1955 fu uno shock sia per il pubblico generico, sia per i costruttori di auto in giro per il mondo.

La Ds Citroen non solo era una scultura viaggiante immaginata da Bertoni, ma assiemava sotto il cofano 13 brevetti. In primis quella sospensione idropneumatica che ne fu la caratteristica piu' originale, una macchina dal comfort eccezionale anche se sottopotenziata quanto a motore, almeno nelle prime edizioni di questa vettura che ha superato il milione e settecentomila unita' vendute. Molte delle quali ancora in giro in diversi paesi.

La DS fu soprattuto un terribile calcio negli stinchi alla stanca industria dell'automobile americana abituata da decenni a produrre praticamente lo stesso tipo di auto, bamboleggiando le carrozzerie ogni sei mesi con cromature e abbellimenti vari.

Ma le auto USA continuavano a viaggiare su pneumatici da autocarro mentre in Francia da anni il signor Michelin aveva introdotto il radiale, altra rivoluzione dell'autotrasporto.

Del resto la DS era nata da un progetto di modifica della 'Traction avant' altro evento mondiale del settore da sempre abituato alle ruote motrici posteriori.

Gli americani erano ancora immersi nella cultura della obsolescenza programmata che portava a risultati del tipo: accendo la radio e si muovono i tergicristallo o viceversa. Auto che dovevi buttare via dopo pochi anni cosi come ai frigoriferi era assegnata una vita certo piu' breve dei 30 anni garantiti dalla pubblicita'.

I francesi erano leader anche nel settore delle supereconomiche con la loro Due Cavalli (sempre Citroen), macchina eccezionale non solo per i consumi (400cc) ma anche per la tenuta di strada grazie alla quattro barre di torsione.

L'industria USA fu poi ulteriormente colpita dal fatto che una piccola casa inglese dal nome Jaguar aveva introdotto nella produzione i freni a disco derivati da quelli in dotazione agli aerei di ultima generazione.

Ma la botta finale arrivo' con le case giapponesi che introducevano modelli che, al primo apparire non erano niente di speciale, ma avevano il vantaggio di avere una assistenza programmata post vendita garantita dalla casa.

E questo mise in crisi gli americani costringendoli a ribaltare decenni di comoda esistenza garantita da montagne di dollari versati nelle casse delle agenzie di marketing e PR che dovevano convincere un numero crescente di consumatori a comprare le loro vetture.
Tractionfr02.jpg


Citroën 2CV - Mondial de l'Automobile de Paris 2014 - 001.jpg
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Ricevo da tempo i suoi articoli  Le sono infinitamente grata. Mi Piace leggerla e trovo compagnia leggendo pensieri che in genere 
condivido pienamente.
Non ultimo il messaggio di oggi con il ricordo della Citroen che abbiamo goduto per diversi anni e rimpianto quando l’abbiamo cambiata.
Vivo parte dell’anno in Italia e parte in Sud Africa,anche mio marito era Rotariano e anch’io ho condiviso con Lui tanti anni di attività per il
Club essendo mio marito chirurgo e l’impegno della professione non gli lasciava molto tempo.
Le Sue lettere mi fanno compagnia e sono sempre molto gradite.
Ringraziandola,invio distinti saluti
Maria Luisa Bonetti

Gentile Signora Bonetti:
Le sono tanto grato per queste sue belle parole.
Se Lei fosse il mio unico Lettore, posso garantirLe che la fatica di postare questa newsletter sarebbe sempre confermata.
Mi creda con stima e simpatia,
Oscar
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Carissimo Oscar 
 
Io  mi ritengo uno dei fortunati che ho avuto la costanza  di tenermela in garage da quando l'ho acquistata nel lontano 
1980 ,  usata pero' .
Come ho sempre asserito  quell'auto ha un anima.  Si e' quastata  definitivamente quando  sono entrato in garage nel lontano 1998  dopo  350.000 km di corse tra montagne e autostrade .
E  saltato un dente della catena di distribuzione. Ora dopo un 10 anni circa rimasta  ferma la sto riparando  per  poter tornare ad avere  la soddisfazione  di  guidarla. 
Ciao

Giovanni  
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Caro Oscar, 
ti ringrazio per la premura, sono felice di ricevere e leggere i tuoi articoli, sempre molto "sentiti" e autentici, oltre che molto professionali.
Quindi continua a mandarmi i tuoi articoli, sono io che ti ringrazio per questo.
Dirigo un giornale a Firenze, si chiama Florence is You, ed è un bimestrale bilingue in lingua italiana e inglese, cartaceo e online.
Ti allego il pdf per il web e se ti farà piacere potrai scoprire di più sul nostro sito www.florenceisyou.com.
Un caro saluto, buon lavoro e buona giornata,

Anna